martedì 30 agosto 2016

Atene: quarto giorno

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Oggi sveglia presto: prima delle 8.20 siamo per strada mangiando al volo un croissant preso alla Takis Bakery; qui abbiamo anche preso 2 pizzette ed un panino con formaggio e pancetta per il "pranzo al sacco".
Saliamo sulla metro Acropoli per 3 fermate fino a Omonia dove cambiamo per scendere a Victoria.

Uscendo dalla metro da questa direzione basta andare dritti, attraversare la strada e girare a destra e ci si trova nel parcheggio degli autobus. Sono le 9 meno cinque minuti quando ci sediamo sul bus direzione Capo Sunio.


Dopo quasi 2 ore di viaggio e una vista spettacolare sulla costa, arriviamo a destinazione.
Qui c'è solo un bar ristorante e il sito che è a picco sul mare: una vista da mozzare il fiato.



Giriamo in lungo e in largo, ma soprattutto su e giù per tutto il sito andando anche a caccia della famosa firma di Byron che dovrebbe essere su una delle colonne del Tempio di Poseidone.

































Prima di partire ero rimasta affascinata dalla leggenda legata  a questo luogo: si dice che Capo Sounion sia il luogo dove Egeo, il re di Atene, si gettò nel mare che poi prese il suo nome. Egeo era il padre di Teseo, il giovane mandato a uccidere il Minotauro. Teseo aveva promesso al padre che, se fosse riuscito a tornare vincitore, avrebbe issato delle vele bianche sulla nave; se invece il destino gli fosse stato avverso, le navi avrebbero dispiegato delle vele nere. Purtroppo le maledizioni di Arianna fecero sì che Teseo perdesse la memoria e così, pure se vincitore, dimenticasse quella promessa tanto che arrivò in vista delle coste con le vele sporche e scure. Egeo, che da quell’altura meravigliosa scrutava l'orizzonte in attesa del ritorno del figlio, non appena vide il colore delle vele, pensò che fosse stato sconfitto e, per il dolore, si gettò in mare.
Quando si arriva qui si viene rapiti dal paesaggio che ci si apre davanti, dalla pace e dalla tranquillità: noi ci siamo andati di mattina e non era affollato di turisti che solitamente preferiscono venire la sera per ammirare il tramonto con il sole che si nasconde dietro le colline davanti al tempio.




Finita la visita riprendiamo l'autobus per Atene e scendiamo al capolinea: siamo proprio a due passi dal Museo Archeologico. In questo immenso e ricco museo il tempo vola e ne usciamo quasi 2 ore dopo.












Riprendiamo la metro per tornare in centro e dirigerci verso il Tempio di Zeus Olimpio: con la calda luce del tramonto le rovine delle 15 colonne corinzie delle 104 che erano originariamente assumono delle sfumature spettacolari. C'è anche una sedicesima colonna abbattuta da un fulmine durante un terribile temporale.





















Finita la visita torniamo in albergo per un meritato riposo prima di cena: stasera ceniamo da Ambrosia con moussaka, fritto misto e 3 spettacolari spiedini di maiale.

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