Come ho già detto tante altre volte la festa di halloween non la sento, non è mia, non mi appartiene, ma non posso far a meno di divertirmi con tutte quelle decorazioni!
Così, giocando con il fimo e uno stampino a teschio, sono usciti questi ciondoli che, come le zucche e il ciondolo di questo post, sono florescenti.
le forme diverse sono date dalla mia incapacità di togliere il fimo dalla forma senza deformarlo... ma nel complesso, in questo caso, non mi dispiace.
Invece sento decisamente di più la festa dei morti... o dei santi... che non so mai che giorno è una e che giorno l'altra. Occielo sento non tanto la festa in sè, quanto i rituali decisamente pagani che l'accompagnano che a casa mia si sono sempre tanto sentiti. Fiori freschi portati il giorno prima al cimitero e posizionamento del "copri lumini creato ad arte dal papà", accensione di un numero spropositato di lumini. Il giorno della ricorrenza, dopo la messa, si andava dalla nonna Pina a Canegrate, che, sveglia dalle 5.00 del mattino per preparare la CASOLA in quantità smodate, ci accoglieva per andare insieme al cimitero. Quindi pranzo "leggero" con la sopracitata pietanza. Nel pomeiggio arrivo di parenti/amici che approfittavano per venire a salutare la nonna e noi... quindi ultimo giro per i cimiteri... quando orami era buio e freddo, stringendoci nel cappotto e abbassando il più possibile il cappello per non far filtrare neppure un alito del vento gelido che sferzava i nostri volti. La nebbia all'uscita dell'ultimo cimitero e l'inconfondibile profumo di caldarroste che ci costringeva a fermarci per comprare un cartoccio che ci litigavamo in 4.
Oggi, per ovvie ragioni, delle cose sono cambiate... per me niente giro dei cimiteri... se mai l'anima delle persone a me care dovesse esistere dubito sarebbe lì, ma lasciamo perdere le mie divagazioni, ciò che più di tutto resta imprescindibile in questo giorno, per me, è la Casola. Il ricordo di quando, non essendoci più la nonna, veniva fatta a casa mia, la rende qualcosa di sacro... per non parlare del ricordo del papà che, dopo aver riversato una marmitta di cotiche nel pentolone mi guarda con fare serio e dice: vai a prendere il cognac che ne mettiamo un bel bicchierino per sgrassare un po'! ed io che dubbiosa mi dirigo verso la sala pensando: per sgrassare quel pentolone non basterebbe una cisterna di cognac. Ma sto ri-divagando... ed eccola, preparata il giorno prima e mangiata scaldata il giorno dopo. Spettacolo!
E dopo questo primo piano vorrei farvi notare le dimensioni della pentola...
e dopo questa spataffiata torniamo al fimo e alla prima infornata di finti bastoncini di zucchero che andranno ad adornare l'albero di Natale e qualche pacchetto speciale.
Questa è la prima infornata
e come si fanno queste decorazioni?
Primo tipo: intreccio regolare
Secondo tipo: intreccio irregolare (il mio preferito)
prendo i due più corti e li mischio a casaccio così
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mercoledì 2 novembre 2011
lunedì 10 gennaio 2011
Ultimissimo post su Natale
Lo so, lo so, l'Epifania (che tutte le feste si porta via) è passata, e pure da un pezzo.
Ma non potevo chiudere la questione "Natale" senza aver postato questa foto:
ecco le decorazioni tutte riunite giù dall'albero prima di essere riposte nelle loro bustine di plastica trasparente fino all'anno prossimo... quando torneranno a fare bella mostra di sè sull'albero.
Ma non potevo chiudere la questione "Natale" senza aver postato questa foto:
ecco le decorazioni tutte riunite giù dall'albero prima di essere riposte nelle loro bustine di plastica trasparente fino all'anno prossimo... quando torneranno a fare bella mostra di sè sull'albero.
giovedì 30 dicembre 2010
Il mio albero è...
... la fabbrica del Duomo.
Si, perchè ogni anno è per me la stessa storia: non riesco a lasciarlo in pace!
Ogni volta che lo guardo mi viene in mente qualcosa da aggiungere e adesso sembra esplodere.
Gli ultimi arrivi sono
i cuori realizzati in feltro tagliati sempre con l'inseparabile bigshot, i finti bastoncini di zucchero li ho invece realizzati con il fimo.
Inutile pubblicare la foto dell'albero: tanto cambierà ancora! il giorno prima di smantellarlo lo fotograferò definitivamente.
Si, perchè ogni anno è per me la stessa storia: non riesco a lasciarlo in pace!
Ogni volta che lo guardo mi viene in mente qualcosa da aggiungere e adesso sembra esplodere.
Gli ultimi arrivi sono
i cuori realizzati in feltro tagliati sempre con l'inseparabile bigshot, i finti bastoncini di zucchero li ho invece realizzati con il fimo.
Inutile pubblicare la foto dell'albero: tanto cambierà ancora! il giorno prima di smantellarlo lo fotograferò definitivamente.
lunedì 4 ottobre 2010
Il fimo d'autunno.
Ed eccoci in autunno... il clima è più freschino... ma i colori sono decisamente caldi!
Queste sono un paio di creazioni in fimo: una zucca un po' grandina... e altre più piccine che ho montato come orecchini. Le due zucche "sbiadite" non sono un errore, bensì nasconodo un segreto! Scorrete il post e scopritelo.
Per realizzare le foglie ho seguito un prezioso consiglio dell'amica Vanessa, che lavora da Impronte d'Autore. Ho tirato il fimo ben piatto (mi sono aiutata con la macchina della pasta imperia che ormai stazionava in cantina da diversi anni) quindi l'ho messo per una decina di minuti in frigorifero (quando ho preso confidenza con l'operazione ho provato anche il freezer con ottimi risultati: lì bastano pochi minuti) Il fimo non si deve ghiacciare ma deve semplicemente diventare abbastanza duro da poter essere infilato in un punch ( o perforatore o fustella che dir si voglia) ed ecco il risultato! Ho usato la fustella a leva a foglia d'acero ed il risultato mi ha entusiasmato! Grazie Vanessa!
E quando si spengono le luci ecco svelato il segreto... diciamo un luminoso segreto:
Con lo stesso fimo ho realizzato questo piccolo ciondolo: perfetto per una timbrata con l'inchiostro staz-on nero della zucca di Impronte d'autore.
Queste sono un paio di creazioni in fimo: una zucca un po' grandina... e altre più piccine che ho montato come orecchini. Le due zucche "sbiadite" non sono un errore, bensì nasconodo un segreto! Scorrete il post e scopritelo.
Per realizzare le foglie ho seguito un prezioso consiglio dell'amica Vanessa, che lavora da Impronte d'Autore. Ho tirato il fimo ben piatto (mi sono aiutata con la macchina della pasta imperia che ormai stazionava in cantina da diversi anni) quindi l'ho messo per una decina di minuti in frigorifero (quando ho preso confidenza con l'operazione ho provato anche il freezer con ottimi risultati: lì bastano pochi minuti) Il fimo non si deve ghiacciare ma deve semplicemente diventare abbastanza duro da poter essere infilato in un punch ( o perforatore o fustella che dir si voglia) ed ecco il risultato! Ho usato la fustella a leva a foglia d'acero ed il risultato mi ha entusiasmato! Grazie Vanessa!
E quando si spengono le luci ecco svelato il segreto... diciamo un luminoso segreto:
Con lo stesso fimo ho realizzato questo piccolo ciondolo: perfetto per una timbrata con l'inchiostro staz-on nero della zucca di Impronte d'autore.
mercoledì 14 luglio 2010
Orecchini in fimo: prima produzione!
Eccomi ancora a pasticciare con il fimo, e questa volta ho anche una ragione più che valida: realizzare un piccolo pensiero per una grande amica/collega che epr qualche tempo saluta il museo. Quindi cosa c'è di meglio di cimentarsi con la nuova tecnica e usarla come prima cavia?
Questa la produzione: un paio di orecchini a cimbellina con glassa rosa e codette colorate. Per il confezionamento sono tornata all'amore di sempre: i cartoncini tagliati con la bigshot e le nestabilities. Per bloccare gli orecchini è bastato fare dei forellini e far passare un nastro annodandolo al centro.
Poi, visto che avevo infornato un croissant in più ecco un singolo orecchino che può mettere alternando la ciambellina o tutto solo soletto... così tanto per cambiare.
La base in cartoncino è sempre stata tagliata con bigshot e nestabilities ma per l'aggancio dell'orecchino, visto che è singolo, ho applicato una stricia di cartoncino in tinta, incollata con il biadesivo stretto solo ai lati.in modo che l'orecchino si possa aprire e sfilare.
sabato 10 luglio 2010
Metti un sabato da Morena...
Sabato ho avuto la fortuna di passare una deliziosa giornata a casa di Morena, con suo marito Paolo e per pranzo con suo figlio e la sua mamma.
Arrivo presto, intorno alle 8.45 allettata dalla proposta di fare colazione in un posticino da loro frequentato: che spettacolo! Il posto è una vera chicca: tavolini all'aperto sotto dei bei tendoni bianchi, tavolo e sedie tutto in legno... per non parlare delle delizie fra cui scegliere: abbiamo optato per una novita... la brioches al cappuccino. Tutto delizioso. Ovviamente mi è stato impossibile offrire la colazione: l'ospitalità di Morena e Paolo è al di là dell'umana immaginazione.
Finita la colazione si torna verso casa pronte a lavorare... la nostra missione è il FIMO!E mentre si lavora non possono mancare un paio di autoscatti.
Ovviamente mentre vanno le mani ci perdiamo in un sacco di chiacchiere... e mentre noi impastiamo e modelliamo Paolo di attiva per il pranzo.
E così gradevole il tempo trascorso con Morena che senza neppure accorgercene è ora di pranzo... quindi tutti a tavola! E che tavola... Morena ha creato un piccolo capolavoro.
Nel frattempo arriva la mamma di Morena: che donna sprint e tutto è pronto!
Questo è il mio piatto... per decenza non ho fotografato anche il generosissimo bis che mi sono servita: buonissimo tutto! Anche la frutta alla griglia che ho assaggiato prr la prima volta.
Finito il gustso pranzo siamo tornate al lavoro ed ecco le creazioni di Morena (e sono le primissime!!!):
e le mie
poi abbiamo voluto provare una tecnica vista su un filmato in cui bollivano il fimo anzichè cuocerlo in forno... non è che abbiamo avuto grandi soddisfazioni da questa tecnica: il risultato è molto opaco... e non sembra neppure completamente indurito.
E con infinta tristezza anche il pomeriggio è volato e l'ora di tornare a casa è arrivata. Come al solito è impossibile andarsene da casa loro senza nulla.
Deliziosi biscotti e questo pane sardo fatto a tasca... ovviamente abbiamo già provato tutto....e diciamo che dei biscotti è rimasto ben poco. Ma dimenticavo, Morena mi ha anche dato una deliziosa scatolina porta-tutto piccina e utilissima, con un sacco di scomprtimenti chiusi... arriva direttamente da ... un negozio di pesca!
Arrivo presto, intorno alle 8.45 allettata dalla proposta di fare colazione in un posticino da loro frequentato: che spettacolo! Il posto è una vera chicca: tavolini all'aperto sotto dei bei tendoni bianchi, tavolo e sedie tutto in legno... per non parlare delle delizie fra cui scegliere: abbiamo optato per una novita... la brioches al cappuccino. Tutto delizioso. Ovviamente mi è stato impossibile offrire la colazione: l'ospitalità di Morena e Paolo è al di là dell'umana immaginazione.
Finita la colazione si torna verso casa pronte a lavorare... la nostra missione è il FIMO!E mentre si lavora non possono mancare un paio di autoscatti.
Ovviamente mentre vanno le mani ci perdiamo in un sacco di chiacchiere... e mentre noi impastiamo e modelliamo Paolo di attiva per il pranzo.
E così gradevole il tempo trascorso con Morena che senza neppure accorgercene è ora di pranzo... quindi tutti a tavola! E che tavola... Morena ha creato un piccolo capolavoro.
Nel frattempo arriva la mamma di Morena: che donna sprint e tutto è pronto!
Questo è il mio piatto... per decenza non ho fotografato anche il generosissimo bis che mi sono servita: buonissimo tutto! Anche la frutta alla griglia che ho assaggiato prr la prima volta.
Finito il gustso pranzo siamo tornate al lavoro ed ecco le creazioni di Morena (e sono le primissime!!!):
e le mie
poi abbiamo voluto provare una tecnica vista su un filmato in cui bollivano il fimo anzichè cuocerlo in forno... non è che abbiamo avuto grandi soddisfazioni da questa tecnica: il risultato è molto opaco... e non sembra neppure completamente indurito.
E con infinta tristezza anche il pomeriggio è volato e l'ora di tornare a casa è arrivata. Come al solito è impossibile andarsene da casa loro senza nulla.
Deliziosi biscotti e questo pane sardo fatto a tasca... ovviamente abbiamo già provato tutto....e diciamo che dei biscotti è rimasto ben poco. Ma dimenticavo, Morena mi ha anche dato una deliziosa scatolina porta-tutto piccina e utilissima, con un sacco di scomprtimenti chiusi... arriva direttamente da ... un negozio di pesca!
lunedì 5 luglio 2010
Fimo... altri esperimenti
Devo ammettere che pasticciare con il fimo mi diverte particolarmente... quindi, apsettando il prossimo corso che sarà a metà luglio e dove apprenderemo i segreti delle murrine, io continuo a sperimentare. Prendendo ispirazione qua e là e scopiazzando brutalmente da Youtube.
Ecco la seconda torta... questa è venuta decisamente più "stortignacola" rispetto la prima, ma c'è anche da dire che ieri c'erano qualcosa come 34 gradi!! Quindi non mi lamento della resa... anche se devo imparare a non lasciare le miei impronte ovunque... come si vede fin troppo bene nella foto.
Ed infine la voglia di testare in anteprima le murrine ha avuto il sopravvento ed ecco il limone. Ho spulciato su youtube e alla fine mi sono ispirata a questo video. L'unica parte che mi mette in difficoltà è quella del "taglio della fetta": mi viene un ovale... vabbè, imparerò sicuramente qualche trucco al corso. per ora il risultato non mi dispiace.
Ecco la seconda torta... questa è venuta decisamente più "stortignacola" rispetto la prima, ma c'è anche da dire che ieri c'erano qualcosa come 34 gradi!! Quindi non mi lamento della resa... anche se devo imparare a non lasciare le miei impronte ovunque... come si vede fin troppo bene nella foto.
e questa è invece la "fetta mancante"
Ed infine la voglia di testare in anteprima le murrine ha avuto il sopravvento ed ecco il limone. Ho spulciato su youtube e alla fine mi sono ispirata a questo video. L'unica parte che mi mette in difficoltà è quella del "taglio della fetta": mi viene un ovale... vabbè, imparerò sicuramente qualche trucco al corso. per ora il risultato non mi dispiace.
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